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Luca Rizzieri

La pareidolia (dal greco èidolon, “immagine”, col prefisso parà, “vicino”) è l’illusione subcosciente che tende a ricondurre a forme note oggetti o profili dalla forma casuale.

È la tendenza istintiva e automatica a trovare forme familiari in immagini disordinate; l’associazione si manifesta in special modo verso le figure e i volti umani. Classici esempi sono la visione di animali o volti umani nelle nuvole.

Si ritiene che questa tendenza sia stata favorita dall’evoluzione perché consente di individuare situazioni di pericolo anche in presenza di immagini confuse, ad esempio riuscendo a scorgere un predatore mimetizzato tra la vegetazione.

La pareidolia consente spesso di dare una spiegazione razionale a fenomeni apparentemente paranormali, quali le apparizioni di immagini su muri o la comparsa di spettri nelle fotografie.

Tutto ciò che noi vediamo non è mai “tutto” quello che possiamo vedere, pareidolia è questo, una provocazione volta alla lettura dei sottotesti delle immagini.

Il mio stimolo sta nel fornire immagini dal significante apparente ma dal significato nascosto e diverso per ognuno di noi.

Ne consegue (per me) la Pareidolia come ricerca di equilibrio nel caos interiore,la ricerca di un’immagine simbolo,  ma anche come provocazione , poichè l’ordine interiore è un’ utopia, ed esso si modifica comunque con il passare del tempo ed il cumulo delle esperienze della vita.

Nulla è quindi in equilibrio perpetuo ed in noi (me) ne è perciò continua e spasmodica la ricerca.

Sottoporre allo spettatore delle immagini che pur apparendo tali non sono una risposta (se non temporanea e soggettiva) ma al contrario una domanda che sposta l’asse dell’equilibrio interiore ricominciando così la ricerca di nuove e stabili risposte che rimarranno comunque mutabili e temporanee.



English

The pareidolia (from the Greek èidolon, “image”, with the prefix parà, “near”) is the subconscious illusion that tends to lead to shapes known objects or profiles with a casual shape.

It is the instinctive and automatic tendency to find familiar forms in disordered images; the association manifests itself especially towards human figures and faces. Classic examples are the vision of animals or human faces in the clouds.

It is believed that this trend has been favored by evolution because it allows to identify dangerous situations even in the presence of confused images, for example by being able to see a predator camouflaged among the vegetation.

The pareidolia often allows to give a rational explanation to apparently paranormal phenomena, such as appearances of images on walls or the appearance of spectra in photographs.

All that we see is never “all” what we can see, pareidolia is this, a provocation aimed at reading the subtexts of the images.

It is necessary to learn to look with our third eye, the one facing the inside, not to stop at the appearance of the image, but to dig inside it with one’s own eye.

My stimulus lies in providing images with an apparent signifier but with a hidden and different meaning for each one of us.

It follows (for me) Pareidolia as a search for balance in the inner chaos, the search for a symbolic image, but also as a provocation, because the inner order is a utopia, and it changes with the passage of time the accumulation of life experiences.

Nothing is therefore in perpetual balance and in us (me) it is therefore continuous and spasmodic research.

Subjecting the viewer to images that appear to be such are not an answer (if not temporary and subjective) but on the contrary a question that shifts the axis of inner balance thus starting the search for new and stable answers that will remain changeable and temporary.

PHOTOGRAPHER

    Rizzieri Luca Werter was born in Milan in 1967

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